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Viaggio-Studio a Rotterdam - 14 – 21 Novembre 2009

Ho trascorso una settimana in Olanda, nella città di Rotterdam, dove ho svolto uno stage professionale a scopo formativo, a seguito dell’esito del Concorso “Docente dell’anno”, indetto dall’Associazione Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola, in collaborazione con Microsoft Italia.

A Rotterdam ho avuto occasione di visitare due scuole e mi sono resa conto di come l’applicazione di metodologie avanzate e l’introduzione delle nuove tecnologie nella didattica quotidiana siano condizioni di qualità ed eccellenza.

Questa esperienza ha avuto il grande merito di farmi riflettere sui positivi effetti di una metodologia educativo-didattica che si basa sul perseguimento dell’autonomia organizzativa e operativa degli alunni.
A scuola, gli strumenti tecnologici avanzati quali, ad esempio, computer e lavagna interattiva multimediale, non credo che di per sé facciano la vera differenza, dal punto di vista dell’educazione e dell’acquisizione dei contenuti, ma certamente agevolano il percorso di insegnamento e creano i presupposti per un apprendimento efficace perché fondato sulla motivazione e sulla stimolazione di più canali senso-percettivi dell’alunno. È notevole sapere che ci sono già scuole, oltre i confini nazionali italiani, nelle quali le smartboard sono la quotidianità e trovano posto in ogni classe, e dove le vecchie lavagne di ardesia stanno per diventare solo un ricordo del passato (le ultime le ho viste già dismesse e momentaneamente parcheggiate in corridoio, in attesa di essere portate via). Anche la preparazione degli insegnanti è degna di nota; basti pensare che tutti utilizzano da anni il computer e quasi tutti, ora, sono in grado di utilizzare le lavagne interattive, avendo ricevuto tempestiva e adeguata formazione.

Ad ogni modo ciò che conta, sicuramente, è l’applicazione di una metodologia efficace perché basata essenzialmente su modalità di tipo laboratoriale: i bambini “sanno” e “sanno fare” perché a scuola “fanno”! Ogni apprendimento passa per una serie di attività pratiche che li mette in condizione di sperimentare, di operare, di costruire, di “sporcarsi le mani”; in cooperazione con i compagni di classe e con l’insegnante, che assume più il ruolo di tutor, di sostenitore, di incoraggiatore, di organizzatore.
La prevalenza delle attività svolte in gruppo sviluppa nei bambini la convinzione che la collaborazione premia sempre in termini di serenità e di metacognizione.

Il rispetto dei momenti di pausa permette agli alunni di scaricare la tensione che in classe li vuole adeguatamente attenti e concentrati sul lavoro scolastico; inoltre li aiuta a saper distinguere i vari momenti nei quali si richiede da loro più applicazione e silenzio da quelli nei quali è concesso giocare, correre, perfino gridare.

L’abbigliamento informale, che comprende anche liberarsi delle scarpe per indossare, a scuola, un paio di comode ciabatte, fa sentire i bambini a proprio agio, liberi di muoversi senza l’impaccio che può causare il classico “grembiulino” o una qualsiasi divisa.

Per quanto ho avuto modo di vedere e di constatare nella settimana che ho trascorso nelle scuole, concludo aggiungendo che il sistema scolastico olandese mi è sembrato molto snello dal punto di vista burocratico e molto attento all’accoglienza e al ritmo di apprendimento degli alunni, i quali vivono la scuola con partecipazione e correttezza, ritrovandovi un clima sereno in un ambiente caldo e accogliente, pensato e realizzato a “misura” di bambino.

Per saperne di più..

Diario
Montessoribasisschool De Mare (1)
Montessoribasisschool De Mare (2)
Liceo Einstein
Openbare basisschool De Triangel (1)
Openbare basisschool De Triangel (2)
Varie

Laura Properzi

 

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