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L'uso delle ICT nella scuola finlandese: resoconto del mio stage in Finlandia

Introduzione: La scuola Finlandese e Jyväskylä

Per 5 giorni ho avuto la possibilità di conoscere il sistema scolastico finlandese visitando molte delle scuole della città di Jyväskylä grazie all’ANP. Si tratta di un periodo di tempo molto breve ma, grazie all’assistenza offerta dall’ANP ad opera di Licia Cianfriglia , Antonino Petrolino e Rosanna Barone questo è stato possibile. La visita è stata organizzata dall’ANP e da Jorma Lempinen, dirigente scolastico del “Lyseon lukio” di Jyvaskyla, che ha predisposto un programma tale da consentirmi di visitare 1 scuola primaria, 4 licei, la teacher training school, dove avviene la formazione dei docenti e il FIER (Finnish Insitute for Educational Research) dell’Università di Jyvaskyla. Inoltre presso ogni scuola ho trovato ad accogliermi il dirigente scolastico e docenti e ricercatori, esperti nei vari aspetti del sistema scolastico finlandese (dalle nuove tecnologie alla didattica, dalla modularità del curriculum alla valutazione), che si sono messi a mia disposizione per guidarmi nella visita delle varie scuole e soddisfare ogni mia richiesta. Grazie alla competenza e cortesia di tutte queste persone il mio stage in Finlandia è stato non un estemporaneo e superficiale tour turistico, ma una delle esperienze professionali più interessanti che io abbia mai avuto e mi ha consentito di maturare una certa conoscenza di alcuni degli aspetti più significativi del sistema scolastico finlandese.
Se la Finlandia possiede il miglior sistema scolastico mondiale, almeno a dar retta all’indagine OCSE-PISA 2006 (Program for International Student Assessment - Programma Internazionale per la valutazione degli Studenti), Jyväskylä è la sua capitale.A Jyväskylä è nato il primo Liceo in lingua Finlandese nel 1858, l’ “Jyväskylän Lyseon lukio”; sempre a Jyväskylä è nata la prima scuola in lingua finlandese per ragazze, l’attuale “Voionmaan lukio”; a Jyväskylä ha sede la più grande e antica scuola per insegnanti della Finlandia la “Teacher Training School” che è in collegamento con l’università di Jyväskylä; qui si trova l’unico Istituto per la ricerca educativa della Finlandia, il più importante al mondo, il “Finnish Insitute for Educational Research”.

Formazione e Nuove Tecnologie

Il mio interesse principale è costituito dai possibili usi delle nuove tecnologie per la didattica, nella scuola finlandese queste sono utilizzate in modo capillare e sistematico. Le principali aree di intervento sono due: la didattica d’aula e la didattica online.
Per quanto concerne la linee guida seguite in questi ultimi 10 anni a livello nazionale per lo sviluppo di una didattica basata sulle ICT, la professoressa e ricercatrice Päivi Häkkinen, vice direttore del FIER, mi spiega che il concetto chiave è quello di “Human-centered ICT”, ovvero sviluppare ambienti ad alta tecnologia per l’apprendimento centrati sugli utenti, in questo caso docenti e studenti. Questo significa che gli strumenti non sono scelti adottando quale criterio, standard di tipo tecnologico, quali le loro performance e caratteristiche hardware, ma in base a criteri di tipo pedagogico e didattico: in che misura si prestano ad un utilizzo didattico? Possono essere facilmente utilizzati da docenti e studenti non esperti di informatica? Facilitano la didattica d’aula? Sono compatibili con strumenti, procedure, contenuti didattici già in uso o richiedono invece l’azzeramento dei metodi e materiali tradizionali e una creazione a partire da zero di nuovi metodi e materiali?
Un simile approccio ha consentito alla scuola finlandese di evitare il sistematico rigetto delle nuove tecnologie che ha spesso caratterizzato il nostro sistema scolastico dove, i pur sostanziosi investimenti fatti, non hanno prodotto una significativa ricaduta sul piano della pratica didattica. Non si sono valutate le tecnologie in base a parametri tecnici, capovolgendo il corretto modo di procedere ma, come sa chiunque si occupi di come introdurre in un determinato ambito di attività le ICT, di è seguita la regola di optare per quelle tecnologie che meglio si adattassero alla logica e agli scopi dell’attività in questione.
Il medesimo approccio human-centered viene anche seguito nella formazione e nell’aggiornamento del personale docente. L’istituto è in costante contatto con tutte le scuole della Finlandia e funge da centro di ascolto della domanda di formazione relativa alle nuove tecnologie che da esse proviene. Gli interventi sono immediati, mirati a dare una risposta ai problemi specifici che si presentano nell’impiego didattico delle nuove tecnologie e sono gestiti dal personale dell’Istituto che si avvale della collaborazione di quei docenti che nelle singole scuole svolgono la funzione di consulenti e tutor per le nuove tecnologie.

Le Nuove Tecnologie e nella Didattica d’Aula

Un esempio della politica seguita nell’introduzione delle ICT lo si ha nella scuola finlandese e nel modo in cui è stato avviato, dall’inizio del nuovo secolo, un graduale processo di trasformazione della didattica d’aula dalla tecnologia della lavagna e del gesso alle ICT, processo avvenuto senza traumi e rigetti e, almeno nelle scuole di Jyvaskyla, completato in tempi relativamente brevi e con una diffusione pari al 100%.
In primo luogo si potrebbe dire che non esistono “aule”, infatti quelle che in Finlandia chiamano “aule”, noi le chiameremo “aule speciali” o “laboratori”. La dotazione tecnologica minima di queste aule è costituita da: impianto stereofonico con diffusori in ogni angolo dell’aula per la registrazione e riproduzione sonora ad alta fedeltà; postazione con almeno un PC in rete e con accesso a internet; TV con videoregistratore e lettore DVD; connessione wireless o fisica per il laptop personale del docente; videoproiettore installato in posizione fissa, un grande schermo a scomparsa visibile perfettamente da ogni posizione; una telecamera da tavolo; ma è presente anche una lavagna tradizionale che in genere riempie l’intera parete posta alle spalle della postazione del docente. A questa dotazione di strumenti presenti in ogni aula, si aggiungono strumenti e materiali specifici della disciplina o materiale degli studenti, le aule sono infatti tutte ammobiliate, non con orribili armadi in metallo, ma con cassettiere, armadi e vetrine in legno.
Il vero cuore tecnologico delle aule scolastiche finlandesi è pero il visualizer o videocamera da tavolo, come mi spiega la dott.ssa Päivi Häkkinen la scelta di installare tale strumento in tutte le aule di tutte le scuole finlandesi, nasce dalla considerazione che offre il migliore compromesso possibile tra facilità d’uso e ricaduta didattica. Si tratta di un apparecchio che ricorda come forma la lavagna luminosa, è costituito da un ripiano di lavoro su cui si poggia il materiale didattico, una videocamera che riprende quanto avviene nel sottostante piano di lavoro e una o più fonti luminose dirette su esso per garantirne la corretta visibilità. Il visualizer è collegato a un proiettore che mostra a schermo tutto quanto avviene sul piano di lavoro. La dott.ssa Häkkinen sottolinea come tale strumento sia al tempo stesso user friendly, in quanto il suo uso non richiede alcuna competenza specifica, che didatticamente vantaggioso. Infatti il suo utilizzo in ambito didattico non richiede che siano predisposti appositi materiali, il docente si limita a fare quello che ha sempre fatto, scrivere una formula o definizione, correggere un esercizio, commentare un’immagine, illustrare una mappa concettuale, mostrare una carta geografica, o un minerale, ecc., con la possibilità di zoomare e filmare il suo operato. Inoltre il proiettore è anche collegato con la postazione multimediale e con internet e quindi si può visualizzare a schermo o il contenuto del monitor del PC o il piano di lavoro del visualizer. In altri termini docenti e studenti non devono necessariamente rivoluzionare il loro modo di procedere abituale, in questo modo la nuova tecnologia si innesta su quelle tradizionali senza traumi ma con una ricaduta immediata che incide positivamente sia sui livelli di attenzione e partecipazione degli studenti, che sulla qualità della didattica che diviene maggiormente collaborativa (per esempio, in pochi istanti ogni studente può vedere i risultati del lavoro altrui e farne oggetto di discussione) e coinvolgente.

Le Nuove Tecnologie e la Didattica Online

Altro ambito dove l’impatto delle nuove tecnologie sulla didattica è in continua evoluzione è il web-learning o net-learning o e-learning. Anche in questo caso a coordinare, sviluppare e offrire servizi per la formazione scolastica, universitaria e lavorativa è il Finnisch Institute for Educational Research. Il campo di ricerca e intervento del FIER ricopre l’intero sistema della formazione scolastica e universitaria. Il focus delle attività del FIER è la ricerca e l’integrazione delle ICT nei contesti scolastici e lavorativi, per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento e lo sviluppo e/o aggiornamento delle competenze professionali dei docenti.
Per quanto concerne le tecnologie online, l’azione del FIER ha portato alla creazione di Peda.net, una rete online che comprende tutte le istituzioni scolastiche finlandesi che ne sono membri, dietro pagamento di una quota annua, e possono usufruire di tutti i servizi e le risorse messe a disposizione.
In Peda.net ogni scuola dispone di un proprio sito di cui gestisce i contenuti attraverso l’utilizzo di un CMS (content management system) di facile utilizzo. I docenti possono disporre di contenuti disciplinari e multidisciplinari sviluppati dai ricercatori o che nascono dalla collaborazione di questi con i docenti stessi. Infatti la logica è sempre quella di adeguare le tecnologie, come mi viene più volte ribadito dalla dott.ssa Päivi Häkkinen, alle reali esigenze dei docenti. Sin dal principio i vari Web Tools per l’insegnamento, sono stati quindi sviluppati partendo dai desideri e bisogni dei docenti, che sono anche intervenuti nella loro progettazione e realizzazione. L’iniziativa, oltre che dalle quote delle singole scuole, è finanziata dall’Università, dal Ministero dell’Educazione e dall’Unione Europea e coordinata dal FIER.
Jarko Lampinen, ricercatore del FIER, mi illustra caratteristica e potenzialità di Peda.net. Lo sviluppo di Web tools e il training rivolto ai docenti sono le due linee di intervento principali dell’Istituto nei confronti della scuola. Infatti per ogni nuova tecnologia che viene sviluppata e applicata alla didattica si ha una parallela azione di training pedagogico per il suo utilizzo nell’insegnamento e, dopo la fase iniziale di formazione dei docenti, si mantiene una costante azione di tutoring e counseling. Jarko mi spiega che uno dei principali problemi è vincere le resistenze che nascono nei docenti sia dai problemi nel padroneggiare la tecnologia, sia dalla difficoltà di piegarla agli usi didattici, quindi gli interventi sono sempre di tipo tecnico e pedagogico e il valore della nuova tecnologia proposta, viene sempre misurato in relazione alla situazione reale, cioè alle competenze effettive dei docenti e alle reali esigenze della prassi didattica. I Web Tools sviluppati dal FIER per le scuole sono concentrati nella piattaforma peda.net che comprende un Portale, un Web Magazine e Oppimappi, in inglese un Notebook.
Il Portale offre la possibilità ad ogni scuola di gestire un proprio sito, uno spazio dove pubblicare online informazioni relative alla scuola ed alle attività che essa svolge. I docenti possono inoltre creare e gestire web forum, informazioni, promemoria, ecc., relativi a differenti discipline e rivolte agli studenti. L’idea principale è quella di fornire uno strumento user friendly che consenta al personale educativo di presentare la propria scuola, il proprio lavoro e fornire una guida per utilizzare il web come luogo di apprendimento.
Il Web magazine è un’applicazione che consente a studenti e docenti di pubblicare articoli sul web utilizzando materiale multimediale. L’impiego di questo strumento è molto semplice e può essere usato con diverse finalità a seconda delle esigenze dei singoli istituti scolastici come: creare un giornale online o un ambiente di studio per i vari corsi disciplinari; gestire una raccolta di news sulla vita scolastica o uno spazio dove pubblicare i risultati dei progetti educativi; e così via.
Il Notebook è uno strumento che consente ad ogni Istituto di integrare l’apprendimento in presenza con l’e-learning. Dispone infatti di alcune delle principali funzionalità delle piattaforme LMS e LCMS (Content Management System e Learning Content Management System) come: distribuzione di materiali; organizzazione di files e corsi; pubblicazione di sitografie; pubblicazione di immagini, video, mp3 e altre risorse; calendario interattivo online; annunci; strumenti per la gestione di corsi; gestione degli utenti in gruppi; creazione e gestione di forum; e altre funzionalità. La principale differenza con un tradizionale LMS come Blackboard o Moodle è che il personale scolastico non deve operare alcuna azione di istallazione, amministrazione e gestione della piattaforma stessa, ma può limitare la sua azione alla pubblicazione di risorse e strumenti. Il tutto è semplificato dal fatto che le varie tipologie di informazioni che è possibile mettere online sono predefinite e pubblicabili secondo una procedura semplificata. Al momento della pubblicazione il docente seleziona il tipo di informazione o risorsa che intende pubblicare, per esempi testo, immagine, annuncio, tabella, blog, calendario, discussione, ecc. e si limita a inserire quanto gli interessa compilando un form predefinito. Layout, impaginazione, web-design, ecc. sono curati dal FIER come anche le policy relative alla sicurezza, al backup e a tutti gli altri aspetti tecnici (hosting, antivirus, ecc.). Si tratta, in conclusione, di uno strumento che presenta le funzionalità di base di un normale LMS ma il suo utilizzo è estremamente più semplice e flessibile.

Conclusioni

Quella che ho visto in Finlandia è un’ottima scuola e per quanto attiene alle ICT ho visto un loro utilizzo intelligente, volto a semplificare la didattica e ottimizzare il processo di insegnamento e apprendimento, non a complicarlo ulteriormente. Dare un giudizio è difficile come difficile è fare un paragone con la nostra scuola, anche per la profonda differenza dei due sistemi educativi che va dagli edifici al clima di tranquillità che si respira in essi, dall’organizzazione del curriculum al pervasivo impiego di tecnologie. Non penso si tratti di un miracolo ma di un efficiente utilizzo delle risorse cui sta dietro una chiara e organica politica scolastica fatta di interventi sistemici che non mirano a sconvolgere ad ogni momento la struttura organizzativa e didattica della scuola, ma, con una graduale e costante azione, ad intervenire per ottimizzare ogni aspetto ed elemento da cui è costituito. Poche regole e poche linee guida, notevoli investimenti in risorse sia umane che finanziarie, logica di intervento dal basso, sono alcuni degli ingredienti del successo che si può misurare, cosa che mi ha fatto una certa impressione, anche dal fatto che di fronte alla domanda da me posta a decine e decine di studenti e docenti, su cosa non andasse nella scuola finlandese o cosa a loro non piacesse, non ho trovato nessuno che mi abbia indicato un qualche aspetto a suo giudizio negativo. Solo un ragazzo mi ha detto che la cosa che non va è che, almeno in questo periodo, si entra a scuola che è notte e quando si esce è di nuovo notte.

Gli articoli pubblicati nel sito della mia scuola:

Jyvaskyla capitale della scuola finlandese - Prima Puntata

Il sistema scolastico finlandese - seconda puntata

Gianfranco Marini

 

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