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World Wide Innovative Education Forum 2010 – Città del Capo

Dal 25 al 29 ottobre si è svolto, per la prima volta in Sud Africa, il World Wide Innovative Education Forum, dove insegnanti innovativi scelti da Microsoft Corporation hanno presentato e condiviso i loro progetti per uno dei 12 Global Innovative Education Awards, premi che celebrano il migliori progetti tecnologici in classe. Questi docenti sono stati selezionati come finalisti, tra circa altri 200.000 colleghi, partecipando ad event locali nei diversi continenti. Ogni insegnante ha presentato un progetto innovativo attraverso il quale ha utilizzato la tecnologia con i suoi studenti.  I vincitori sono stati scelti da una giuria di esperti di tecnologia e di didattica, selezionata da Microsoft Corporation, di cui uno dei membri è stata la Dirigente Italiana del Campus Agroalimentare Raineri Marcora di Piacenza, Professoressa Teresa Andena.

Ospiti d’onore dell’evento sono state 126 scuole d’eccellenza (80 Pathfinder e 26 Mentor), scelte, a livello mondiale, per il loro impegno nel promuovere l’insegnamento e l’apprendimento innovativo, al fine di diventare parte attiva Innovative Schools Program, che li vedrà coinvolti per un anno. Tra queste l’Istituto “Michele Laporta” di Galatina, rappresentato a Città del Capo dalla Dirigente Professoressa Fiorella De Masi e dal Professore d’Informatica Piero Gallo.  Le scuole scelte rappresentano le scuole primarie e secondarie più innovative al mondo e hanno la responsabilità di contribuire, migliorando la loro capacità di leadership, a intraprendere un cammino di trasformazione nel mondo Education, diventando delle guide per la diffusione di una cultura tecnologica nelle altre scuole nei loro paesi.

Oltre 500top teachers e school leaders, provenienti da circa 70 paesi, hanno preso parte all’evento, partecipando a seminari e gruppi di lavoro, presentando e condividendo i loro progetti, con il fine comune di innovare la didattica di ogni giorno.

Leggi il contributo della Dirigente Fiorentina De Masi dell’Istituto “Michele Laporta” di Galatina:

La partecipazione al Forum mi ha fatto respirare un’atmosfera di un efficace interscambio professionale ed umano che mi stimolerà a non deludere e a dare sempre il meglio di me.
Tutti i progetti, in linea con le finalità specifiche, hanno mirato ad accrescere ed arricchire il mio bagaglio culturale e professionale con l’obiettivo di  condividere  il lavoro per la qualità della scuola pubblica e per lo sviluppo professionale degli insegnanti  che ogni giorno condividono con me un ambiente di lavoro.
Ritengo doveroso ringraziare le persone  che hanno reso possibile questa mia partecipazione ad un evento di particolare rilevanza che ha  visto la partecipazione attenta di molti insegnanti presenti sul territorio mondiale ma soprattutto per la nostra provincia.
E se un’organizzazione funziona, il merito è anche di chi la governa.
Grazie infinite.

Leggi il contributo della Dirigente Teresa Andena del Campus Agroalimentare Raineri Marcora di Piacenza, membro della giuria al WW IEF:

LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI
Nell’ambito delle attività realizzate all’interno dell’iniziativa WWIEF che si è tenuta a Cape Town in Sudafrica dal 26 al 29 ottobre scorsi mi sono occupata della valutazione dei progetti presentati dagli insegnanti innovativi in gara.
La parte che mi ha interessato maggiormente, oltre all’indubbia qualità dei progetti ed al  segno della creatività didattica messa in gioco dagli insegnanti per risolvere i problemi posti dalla comunità locale, dagli studenti e più in generale dall’epistemologia disciplinare, è l’analisi del procedimento valutativo.
In altre parole quali sono stati i criteri utilizzati per definire l’innovatività dei progetti? Che cosa si intende per progetto innovativo? Quale relazione sussiste tra innovazione tecnologica e innovazione didattica? Quali modelli didattici esprimono i progetti e come questi modelli sono influenzati dalla dimensione tecnologica?
Queste sono le domande che mi sono frullate nella testa prima, durante e dopo l’esperienza sudafricana.

I CRITERI DI VALUTAZIONE
Cominciamo dai criteri di valutazione.
I parametri considerati sono stati:

  • Le strategie d’istruzione ovvero come i discenti sono stati coinvolti dalla strategia di insegnamento
  • I compiti di apprendimento e le attività ovvero cosa fanno i discenti e come evolvono attivamente rispetto al compito
  • Rilevanza degli strumenti ITC ovvero quanto è stata appropriata la scelta degli strumenti tecnologici
  • L’uso innovativo degli strumenti ITC ovvero che apporto ha dato la tecnologia all’apprendimento
  • L’educatore/ il discente come agente di cambiamento ovvero come l’innovazione ha modificato il comportamento delle persone, anche al di fuori della classe

Pertanto si è valutata l’innovazione in termini di esplorazione di nuovi modi di insegnare e imparare, di efficacia nel conseguimento degli obiettivi e l’originalità dei compiti stessi, la coerenza tra strumento tecnologico e i compiti assegnati, il cambiamento delle pratiche d’aula per il raggiungimento di nuovi obiettivi, gli effetti delle attività della scuola sulla comunità.
Sono state dunque individuate tre categorie di classificazione dei lavori:

  • Community per quei progetti che hanno coinvolto significativamente i membri della comunità in cui insiste la scuola in termini di cambiamento della vita, dei comportamenti e dei valori della comunità stessa
  • Collaboration per quei progetti che hanno coinvolto più gruppi di lavoro al di là dei confini culturali e geografici
  • Content quando i progetti hanno portato allo sviluppo di contenuti digitali trasferibili anche ad altri discenti

IL PROCESSO
Il procedimento valutativo si è svolto in più fasi:

PRIMA
Già prima di partire per il forum erano disponibili le schede descrittive dei progetti ed esempi degli elaborati. Quindi ciascuno dei valutatori ha potuto esaminare con calma i materiali, formulare domande e farsi un’idea del lavoro svolto

DURANTE
A gruppi di tre i valutatori hanno potuto discutere le prime ipotesi valutative, condividere criteri e verificare attraverso colloqui con gli insegnanti che hanno realizzato i progetti tali ipotesi. La fase di intervista è stata un’importante integrazione della conoscenza delle attività.
In questo modo sono stati individuati i semifinalisti. Successivamente i gruppi dei valutatori sono stati riaggregati secondo le categorie dei lavori.
La seconda fase valutativa è stata realizzata esclusivamente mediante intervista degli insegnanti.

DOPO
E’ stata svolta una breve attività di debriefing tra valutatori in cui sono state esaminate le criticità dell’intero processo. Seguirà, penso, un’attività più profonda di analisi del lavoro svolto, ripensando il lavoro svolto una volta ritornati alle nostre attività consuete.

LA DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA
A mio parere è stato anche interessante il modello unitario di descrizione dell’attività svolta consistente in quattro diapositive: una di sintesi del progetto, l’altra destinata alla dimensione progettuale didattica, la terza riguardante gli strumenti tecnologici utilizzati per l’attività didattica, l’ultima riguardante la valutazione in termine di standard e di risultati. Naturalmente ciascuna slide rimandava a documenti di approfondimento. Questi documenti sono stati, a mio parere gli elementi esplicativi più importanti e per quel che mi riguarda hanno spesso orientato la mia valutazione.

PRIME RIFLESSIONI
La preoccupazione principale quando si valuta qualunque cosa è il problema dell’oggettività. In realtà il processo valutativo è sempre un’operazione culturale di comparazione tra i propri modelli didattici impliciti e quelli espressi dagli altri insegnanti. In questo caso svolge un ruolo importante anche il fatto che questi progetti provenienti da tutto il mondo sono il prodotto di culture diverse e pertanto incomparabili.
Non ho ancora risolto questo dilemma, anche se per me è stato gratificante il fatto di aver condiviso l’esito complessivo.
Il secondo elemento di riflessione è quello relativo l’adeguatezza degli strumenti tecnologici. La disponibilità di tali strumenti è abbastanza variabile e dipende dalla disponibilità di risorse economiche e soprattutto umane. E’ un problema di formazione degli insegnanti e di organizzazione delle scuole, temi talmente intrecciati e strettamente interdipendenti da non essere scindibili, anche se rimandano a responsabilità diverse.
Un terzo elemento è quello linguistico. La rappresentazione del lavoro svolto può essere più o meno efficace in relazione alla padronanza della lingua inglese, lingua di comunicazione internazionale. Questo aspetto ha pesato soprattutto nelle interviste degli insegnanti, anche se non appare determinante nei risultati che hanno premiato lavori provenienti da tutto il mondo.
Un ultimo elemento di riflessione è legato alla distinzione dei progetti per tipologia di scuola. I progetti per la scuola di base hanno caratteristiche necessariamente diverse dai progetti per i corsi avanzati in cui il peso del contenuto è molto maggiore. D’altra parte i lavori delle scuole di base sono spesso più accattivanti per la loro freschezza e per la dimensione più naturalmente multidisciplinare.

I PROGETTI
Fatte queste premesse e considerato il fatto che il mio angolo visuale è necessariamente parziale, non avendo avuto modo di esaminare a fondo tutti i progetti in concorso, in questa sede desidero segnalare il lavoro CLIMATE CHANGE CHALLENGE a cura di Simon Horleston della Howe Dell Primary School, di Hatfield, nell’ Hertfordshire,(UK).
Ciò che trovo significativo è l’inserimento del progetto in un contesto di scuola progettata e costruita secondo criteri di sostenibilità ambientale. Gli allievi si “sono impadroniti” del proprio ambiente scolastico attraverso un lavoro di costante monitoraggio ambientale con semplici strumenti di misura. In buona sostanza la dimensione globale diviene locale con un’attività che consente ai ragazzi di materializzare un problema astratto e difficile come il cambiamento climatico.
Un ulteriore elemento di interesse è il ricco apparato didattico che mette in relazione il curricolo nazionale, il curricolo di scuola con un’accurata declinazione delle competenze fino al dettaglio delle rubric che descrivono i differenti livelli di prestazioni degli allievi. Rispetto al nostro contesto scolastico si può notare la differenza con le nostre pratiche in cui spesso ci si riempie la bocca di didattica per  competenze, ma spesso si discute più degli aspetti lessicali formali che non della effettiva valutazione e rilevazione delle stesse.
Ulteriori informazioni sulla scuola sono disponibili all’URL: www.howedell.herts.sch.uk.

Leggi il contributo del Prof. Piero Gallo dell’Istituto “Michele Laporta” di Galatina, scuola Pathfinder:

Non ci sono parole! L’esperienza vissuta a Cape Town oserei definirla incredibilmente interessante, coinvolgente, stimolante. La sola idea di trovarsi in un meeting con le migliori scuole del mondo era già di per sé entusiasmante.
Ho avuto modo di arricchirmi umanamente, culturalmente e professionalmente garantendo così un bagaglio di informazioni sulle metodologie didattiche anche alla mia scuola. Mi ha molto impressionato vedere e comprendere come lavorano le altre scuola sparse fuori dall’Europa. Si perché a Berlino, al Microsoft European Innovative Teachers Forum  tenutosi lo scorso Marzo, avevo partecipato sempre nella veste di pathfinder school ed ho avuto modo di misurarmi e confrontarmi con le altre migliori scuole d’Europa. Questa volta ho visto cosa si fa anche nel resto del mondo e la cosa è stata assolutamente affascinante. Osservando i progetti presentati dalle nazioni degli altri continenti ho percepito che la cosa che ci accomuna è sempre una: l’amore per la nostra professione di insegnante, la dedizione al nostro ruolo di formatori delle nuove generazioni, dei professionisti del domani.
Rimanendo all’interno delle mura delle nostre scuole, spesso ci si chiede come lavorano nelle altre nazioni: ho scoperto che lavoriamo tutti in modo analogo e allo stesso tempo diverso perché, didatticamente, siamo tutti accomunati dal principio che la tecnologia aiuta, stimola e migliora l’apprendimento.
E per questo motivo che ho stretto amicizie e rapporti collaborativi con molti colleghi di altre nazioni. In particolare, considerato l’aspetto didattico che ci accomunava maggiormente, ho stretto interessanti contatti con docenti francesi, spagnoli, giapponesi, indiani, canadesi e australiani.
In particolare, con i colleghi del Canada, abbiamo già preso specifici accordi per intraprendere percorsi di formazione e scambi interculturali che arricchiranno le nostre rispettive scuole.
Questo è solo un esempio di ciò che è avvenuto a Cape Town. Il resto lo si vedrà nel prossimo immediato futuro quando questo bagaglio di informazioni e di cultura che ho riportato a scuola sarà il punto di partenza per una ulteriore e continua crescita di docenti e studenti per migliorarsi continuamente e raggiungere traguardi formativi sempre più interessanti.
Sono sempre più grato a Microsoft per la possibilità che mi ha dato e, in particolare, per le energie che spende nel campo dell’istruzione, così necessitante di nuovi input e nuovi stimoli. 

 

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