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Microsoft Innovative Schools network meeting – Amsterdam

Lo scorso 10 dicembre si è tenuto presso la MICROSOFT di Amsterdam un incontro dal titolo INNOVATIVE SCHOOL NETWORK.
Durante l’intensa giornata di lavoro è stata data la possibilità a 16 scuole provenienti dall’Europa Occidentale di avvalersi della tecnologia Microsoft per entrare nel cuore di programmi software e strumenti tecnologici che in tutto il mondo rivoluzioneranno il sistema di apprendimento scolastico e non solo.

Leggi il commento della professoressa Maria Grazia Sabini dell’ ITCG A. TRAMELLO, di Piacenza

Leggi il commento del professor Piero Gallo dell’Istituto Tecnico Commerciale e per il Turismo Statale “M. Laporta” di Galatina (LE)

Amsterdam, 10 dicembre 2009 - Maria Grazia Sabini
Lo scorso 10 dicembre il nostro Istituto (ITCG A. TRAMELLO, di PIACENZA) ha partecipato a un interessante incontro presso la MICROSOFT di Amsterdam dal titolo INNOVATIVE SCHOOL NETWORK.
Durante l’intensa giornata di lavoro è stata data la possibilità a 16 scuole provenienti dall’Europa Occidentale di avvalersi della tecnologia Microsoft per entrare nel cuore di programmi software e strumenti tecnologici che in tutto il mondo rivoluzioneranno il sistema di apprendimento scolastico e non solo.

La prima parte della giornata è stata dedicata ai futuri scenari possibili e alle prospettive che l’educazione scolastica ha davanti se vorrà utilizzare i potenti mezzi di gestione dell’apprendimento che le nuove tecnologie stanno affinando. Estremamente interessante è stato confrontarsi con i partners stranieri sulla “filosofia” della tecnologia per l’apprendimento. E’ davvero fondamentale capire cosa sta dietro agli strumenti tecnologici: non basta avere laboratori informatici, linguistici, scientifici molto attrezzati , laptop e lavagne multimediali, sebbene sia il passo basilare. Il fattore chiave sta nel comprendere ed applicare la tecnologia come approccio sistematico al miglioramento strutturale del processo educativo, e quindi una vera “riforma” del modo di intendere l’apprendimento. A questo proposito è stato presentato un Framework con le linee guida per avviare il processo di cambiamento e una galassia di websites, networks, blogs e learning communities già attivi a questo scopo, oltre ad altri strumenti che la Microsoft sta testando e saranno pronti per il prossimo anno.

Le scuole già avviate su questo non semplice percorso sono soprattutto le scandinave che ci hanno mostrato la loro esperienza , con preziosi consigli per le aspettative future.

Cosa abbiamo portato a casa da questa full-immersion? Che è bene ripensare, e velocemente, a cosa intendiamo per apprendimento all’interno della scuola. E’ ormai chiaro che la tecnologia è un mezzo inevitabilmente necessario, come un tempo lo era imparare a scrivere con carta e penna, che se ben inteso e usato offre il massimo del contenuto in tutte le materie abbinandolo al massimo delle capacità strumentali. Arrivare all’abbinamento del massimo di conoscenze con il massimo di ITC skills non può essere che l’aspirazione massima di chi fa educazione e contemporaneamente si educa. Anche perché non va visto come un discorso di tecnicismi: un sistema educativo che tende a potenziare le capacità di apprendimento dei propri allievi e insegnanti da sicuramente un input al miglioramento personale che vale per tutta la vita perché saprà creare la passione per la ricerca di nuove strade e stimolerà la creatività come potenziale all’innovazione. E’ un “mondo nuovo”, o un nuovo modo di conoscere il mondo dove è importante essere fautori attivi di conoscenza.

Amsterdam, 10 dicembre 2009 – Piero Gallo
10 dicembre 2009. L’Istituto Tecnico Commerciale e per il Turismo Statale “M. Laporta” di Galatina (LE) ha partecipato al INNOVATIVE SCHOOLS NETWORK MEETING tenutosi presso la MICROSOFT di Amsterdam.

Ricordo che l’Istituto Tecnico Commerciale e per il Turismo Statale “M. Laporta” di Galatina (LE) è il polo nazionale di eccellenza creato da Microsoft in collaborazione con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ed istituito il 31 gennaio 2009.
A questo incontro, cui hanno partecipato 16 scuole provenienti dall’Europa Occidentale, sono stati presentati innovativi strumenti software che trovano un validissimo campo d’azione nelle moderne azioni didattiche rivolte ad un apprendimento più proficuo e più vicino alla logica degli studenti del “terzo millennio”.

Di cosa si è parlato? Beh, con una frase un po’ provocatoria oserei dire di tanto, di tutto e … di niente!!!

Chiarisco la frase!

Si è parlato:

di tanto: Il primo interessante momento è stato il confronto con le altre realtà scolastiche europee attraverso il quale si è meglio focalizzato lo “stato” delle azioni didattiche italiane in merito al dovuto cambiamento che queste dovrebbero (o avrebbero già dovuto) subire grazie alla tecnologia e al notevole supporto che Microsoft sta fornendo per rendere competitivo ed eccellente il mercato italiano dell’istruzione. Sono stati prospettati scenari futuri cui le istituzioni scolastiche potranno e dovranno prendere in considerazione se vorranno utilizzare e sfruttare la potenza che la tecnologia può avere nella sfera dell’apprendimento.

di tutto: Vari sono stati gli strumenti Microsoft presentati, dettagliati e spiegati per un vantaggioso utilizzo nell’attività didattica. Questi innovativi strumenti (che saranno disponibili già da quest’anno) oltre a specifici siti web, blog, comunità di apprendimento permetteranno di impostare un’azione didattica sempre più mirata ed efficiente, in grado di rendere la lezione valida ed appetibile. Interessantissimo, poi, il discorso di Office Online attraverso il quale la condivisione degli strumenti diviene sempre più semplice e alla portata di tutti. E’ anche stato presentato un apposito framework contenente le linee guida per avviare il processo di cambiamento. Si è visto come le scuole del nord Europa siano ben integrate con la tecnologia e hanno presentato i loro percorsi e dettagliato alcuni validi metodi affinchè anche le altre scuole possano catapultarsi in questa nuova galassia della “didattica tecnologica”.

di niente: e questo è il punto!!! La scuola italiana deve comprendere che non basta disporre di strumentazioni informatiche, di lavagne interattive multimediali, di laboratori multimediali e linguistici, di collegamenti a Internet. Occorre utilizzarli costantemente e, in particolare, “saperli utilizzare nell’ottica di migliorare l’apprendimento”. E’ necessario che i docenti italiani comprendano che non è più possibile pensare a una didattica non affiancata dalla tecnologia. Perché? E’ semplice: le nuove tecnologie non sono sentite come qualcosa di estraneo dai ragazzi di oggi. Sono presenti ovunque nelle loro case e nei loro giochi; con esse i ragazzi si trovano a loro agio; i videogiochi, il telefonino, la televisione, il computer costituiscono per loro degli interlocutori vivi con cui dialogare, apprendere e divertirsi. Gli adulti e in particolare i docenti non dovrebbero considerarle come nemiche dell’apprendimento, della riflessione, dello studio. Se utilizzate in modo appropriato all’interno dei processi di apprendimento possono costituire degli alleati preziosi. Non bisogna pensare, quindi, che il computer possa sostituire completamente il libro o il quaderno. Questi strumenti tradizionali, e la loro tradizionale utilizzazione, saranno sempre indispensabili e insostituibili. Si dovrebbe pensare più ad un’integrazione che ad una sostituzione. Le nuove tecnologie favoriscono delle strategie d’insegnamento basate molto di più sull’approccio costruttivistico:

  • quello in cui i ragazzi sono chiamati ad essere gli attori principali del processo di apprendimento;
  • in cui è fondamentale una costruzione personale e attiva del proprio sapere a partire dai propri bisogni e dalle proprie motivazioni;
  • in cui non si ascolta passivamente la lezione dell’insegnante e poi si ripassa lo stesso argomento sul manuale nel chiuso della propria stanza, ma si collabora attivamente e continuamente con i compagni e gli insegnanti (forum, internet, videolezioni, sito web della scuola ecc.);

Non bisogna, quindi, pensare alle nuove tecnologie come a degli strumenti “neutri”, che si possono affiancare agli altri per continuare a perseguire gli stessi obiettivi con le stesse metodologie. Molti hanno sostenuto che i nuovi media potranno dispiegare tutte le loro potenzialità solo dopo che si sia messo in crisi l’attuale modello scolastico, con la sua tradizionale metodologia e la sua rigida compartimentazione tra le varie discipline scolastiche.

Ad Amsterdam, tra di noi, si è parlato anche di questo, si è discusso e ci si è confrontati e molti relatori concludevano il loro intervento con una frase molto importante: “Dovete condividere le conoscenze”. Nel 2010, nell’era di Internet, dei palmari, dei netbook, degli e-book, della tecnologia spinta, la scuola non può e non deve rimanere indietro, anzi deve essere la prima a farsi promotrice del cambiamento. Ma queste cose non dovrebbero già essere state metabolizzate dalla scuola italiana? Ecco allora sciolto l’enigma: per questo ho detto che “si è parlato di niente, nel senso di niente di nuovo di ciò che ormai è una realtà cui la scuola italiana deve sempre più avvicinarsi”.

 

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