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“Un pc portatile"

L’annuncio dei ministri Gelmini e Brunetta: entro la fine della legislatura un mini computer per tutti gli studenti della medie. Le reazioni dei lettori.

Entro la fine della legislatura, tutti gli studenti delle scuole medie avranno un computer portatile fornito dal governo. L’annuncio è stato fatto oggi dai ministri della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e da quello dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il governo metterà a disposizione, per l’acquisto, 150 euro a pc, e cerca sponsor che possano coprire il resto della spesa. Ma i lettori di City, sul sito del giornale e sul gruppo di Facebook, attaccano: “Il rischio è che sia solo propaganda”.

Mille classi al mese
“Il nostro obiettivo - ha spiegato Brunetta - è dotare 1.000 classi al mese per i prossimi 4 anni e arrivare entro la fine della legislatura a dotare tutti gli studenti di un pc”. Un’altra iniziativa messa in piedi dai due dicasteri è il progetto “Servizi scuola-famiglia via web” . “Abbiamo previsto un contributo di 1.000 euro per le scuole secondarie per acquisire la strumentazione necessaria” a fornire pagelle on line, registri di classe elettronici, utilizzo degli sms per le comunicazioni prof-genitori, prenotazione dei colloqui con gli insegnanti e certificati on line. “Pur nella rarefazione delle risorse - ha fatto notare il titolare della Pubblica amministrazione - stiamo dotando in maniera massiccia la scuola di strumentazione digitale. Si tratta di una piccola grande rivoluzione che cambia il mondo della scuola valorizzando anche il rapporto con le famiglie”.

Le critiche (costruttive) dei lettori
L’annuncio della misura ha scatenato, sul sito di City e sul gruppo di facebook una tempesta di reazioni. Per la maggior parte scettiche. “Al posto di spendere soldi per pc portatili, non possono sistemare scuole, aule e pagare professori, magari anche quelli di sostegno?”, scrive Jessica G.. E Simona P. parla del fatto che molti servizi base nelle scuole, dalle fotocopie “alla carta igienica”, sono “autofinanziate dai genitori”. Ugo A. si interroga sulla copertura finanziaria della misura e fa notare altri punti dolenti: “non serve avere un PC portatile se non viene affrontato il problema dell’alfabetizzazione informatica: sarebbe molto più proficuo erogare corsi a genitori e figli, per poter creare una base di cultura “informatica”. E sono contrario a fondi e sovvenzionamenti pubblici per l’acquisto di PC portatili perché la tecnologia si evolve cosi rapidamente da rendere un PC portatile obsoleto nell’arco di appena 2-3 anni. Investirei in un bene più durevole come la “formazione” perché servono professori veramente preparati”.

 

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