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"PROF SELEZIONATI E UNA VERA CARRIERA"

Gelmini: spero in un tavolo di confronto con tutti. E la riforma delle superiori non slitterà.
Nessuno «slittamento nella partenza della riforma delle superiori», ma anche impegno «a formare docenti preparati» e «percorsi di carriera». I1 ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini `torna a parlare di due temi caldi sul fronte scuola. L`occasione è stata la cerimonia di premiazione del «Docente dell`anno» , promosso dall`Associazione nazionale presidi e da Microsoft, svoltasi ieri mattina a Roma. Per la riforma delle superiori si partirà dunque nel settembre 2010 con le classi prime, perché «non vogliamo ulteriori slittamenti. Stiamo attendendo che la Conferenza Stato-Regioni (tra l`altro saltata anche ieri, ndr) si riunisca perché abbiamo bisogno di un parere» ha spiegato il ministro, che comunque ha rassicurato che «stiamo lavorando per la formazione degli insegnanti affinché siano pronti all applicazione della riforma e per fare in modo che nella seconda parte dell`anno scolastico ci sia un`opera di orientamento alle famiglie e agli studenti che devono essere messi in condizione di conoscere le novità».

Passa, dunque, anche sulle spalle dei docenti la riforma delle superiori, e il ministro ne è consapevole, tanto che a margine della cerimonia di premiazione lancia un ap elio a presidi e sindacati dei docenti affinché «sul tema della carriera per gli insegnanti si apra un tavolo di confronto che possa mettere il Parlamento nelle condizioni di approvare questa riforma». Del resto «una buona scuola ha bisogno di buoni insegnanti e perciò c`è la necessità di rivalutare questa professione riconoscendole autorevolezza e premiando il merito» ha aggiunto il ministro, riconoscendo la necessità di creare una vera carriera professionale e non degli avanzamenti, soprat tutto di carattere economico, legati non tanto sui risultati professionali raggiunti, bensì sull`anzianità di servizio. «Il nostro Paese, insieme alla Grecia - ha ammesso il ministro - è l`unico a non avere questo tipo di avanzamento per la categoria dei docenti». Concorda con l`obiettivo del ministro, il presidente dell`Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado, per il quale «è giunto il tempo di far entrare nella scuola il riconoscimento del, merito e delle capacità di autonoma produzione degli strumenti».

Lungo il percorso, comunque, non mancano altri problemi che hanno conseguenza sulla buona funzionalità della scuola e la possibilità di mettein campo un rapporto educativo tra docente e studente. Uno dei fattori è, ad esempio, «il patrimonio scolastico, che - riconosce lo stesso ministro Gelmini - è obsoleto. Il sottosegretario Man-, tovani sta procedendo con lo staff del ministero, a una ricognizione con squadre che faranno sopralluo~hi in ogni scuola per verificare i rischi eventuali che possono essere presenti e quindi con la conseguente disponibilità da parte non solo del governo, ma anche degli Enti competenti a intervenire», ricordando anche che l`esecutivo ha già stanziato un miliardo di euro per migliorare la qualità delle scuole italiane. Un capitolo a parte riguarda la scuola abruzzese colpita dal terremoto, a cui il ministro ha voluto rivolgere un saluto ringraziando «i dirigenti scolastici e gli insegnanti che hanno lavorato senza sosta durante il periodo estivo per consentire un sostegno, un aiuto, un`assistenza ai ragazzi nelle tendopoli. Se oggi è possibile aprire da lunedì l`anno scolastico pure in queste zone - ha sottolineato il ministro - grazie all`impegno di queste persone».

Decisamente più duro il commento del ministro della Pubblica Istruzione rispondendo alla domanda sulle proteste che proseguono contro i tagli e la perdita di posto per migliaia di precari. «Alle proteste noi rispondiamo con i fatti - ha replicato il ministro - ci sono provvedimenti tampone determinati dalla necessità di intervenire su- bito, ma anche provvedimenti che hanno un`ampia visione e che prendono atto che così non si può più andare avanti». E così ha confermato l`obiettivo di introdurre «il numero programmato negli accessi alla professione docente. La formazione i niziale non sarà più aperta a tutti - ha spiegato il ministro -, ma verrà calcolata in base al numero dei posti di lavoro che la scuola sarà in grado di assorbire». Insomma una modalità per evitare che in futuro si riformino le lunghe graduatorie di precari con incarico determinato in attesa anche per oltre un decennio».

Secca la replica alle proteste dei precari:

«Il governo ha risposto con i fatti» Impegni anche per migliorare l`edilizia scolastica
 

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